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Google e un hacker per amico

Una nuova sfida lanciata dal magnate della comunicazione: farsi “piratare”. Così Hacker e pirati del web raccolgono le forze per conquistare l'ambito bottino di 60.000 dollari. E intanto Schmidt, annuncia il futuro tecnologico firmato “Android”

Foto Google e un hacker per amico

 


“Nemici amici”: gli hacker e il motore di ricerca primo al mondo giocano a guardia e ladri e questa volta alla luce del sole. Ad incentivare i pirati del web nei loro “colpi virtuali” un premio: 60mila dollari. Pagati da chi? Da Google ovviamente. Per aspirare al goloso bottino, una sola prova e niente regole. Lo scopo è quello di piratare Chrome e fornire a Google tutti i dettagli del tallone d'Achille del motore. 40.000 dollari il primo premio, solo per chi riuscirà a trovare un punto debole di Google Chrome combinato a Windows 7. Eppure il Gigante di Mountain Views non lascia a bocca asciutta neanche chi per caso o per intuito riuscirà a trovare altri difetti in grado di far traballare Chrome: 20.000 dollari, cospicuo premio di consolazione. Pirati e Hacker stringono così la mano all'acerrimo nemico e mai come ora la gara si rende interessante.


Google non dorme mai e, dopo aver lanciato il guanto di sfida,
al Mobile Word Congress il presidente di Google illustra gli obiettivi e le strategie “del futuro” dell'azienda. Se con l'avvento degli Android, iPhone, smart-phone, tablet, il mondo vi sembra corra più veloce, quello che vedete è solo l'assaggio. “Fra dodici anni i telefoni che oggi costano 400 euro ne costeranno appena 20 e se Google lavora bene, avremo un dispositivo Android in ogni tasca”: è questa la volontà del magnate, sono queste le parole di Schmidt. Sempre a Barcellona, Andy Rubin, a cui si deve l'invenzione di Android , annuncia il raggiungimento di 300 milioni di dispositivi e 450 mila applicazioni disponibili. Immaginarsi come questa sia solo la punta dell'impero della comunicazione che tra qualche anno si spalancherà davanti ai nostri occhi sembra arduo. Ricordando che in alcuni Paesi il 20% degli utenti subisce ancora la censura di rete da parte delle istituzioni, la connettività per parte del globo sembra tutt'altro che garantita. Sembra oggi essere in fondo anche questa la sfida del web: “Connettere le persone all’informazione può cambiare il mondo: la tecnologia renderà più difficile la vita ai dittatori, perché il Web è una rete di menti che creano consapevolezza globale, che creano informazione. E l’informazione è potere”. Ad affermarlo è Schmidt che non manca di sottolineare quanto è accaduto in Egitto, in Libia e in Siria e quanto i Paesi che filtrano l’accesso alla Rete sono saliti da 4 a 40,in 25 dei quali i servizi Google sono ancora bloccati.


Nuove sfide si aprono dunque per Google e tra pirati, hacker e dittatori la vittoria sembra essere ancora lontana.


di Romina Delmonte