

Oltre allo strano caso de Il Console Italiano, uscito qualche giorno fa in forma davvero privata (a Roma solo nella rassegna all’Isola del Cinema), le sale non fanno a pugni per accaparrarsi questo o quel film. Questa settimana tre uscite con il contagocce dove Take Shelter è il miracolo “estivo”. Film bellissimo, commovente e davvero straniante, racconta la storia di un operaio, padre e marito amorevole, che da un giorno all’altro inizia a provare terrore per un pericolo imminente: una tempesta di dimensioni bibliche che spazzerà via la sua casa e la sua famiglia. Il film diretto da Jeff Nichols, premiato un po’ dovunque è un vero viaggio nella paranoia e nelle paure di un uomo solo contro la sua malattia mentale. Di tutt’altro genere è invece il prequel-remake de La Cosa, film fantascientifico che cerca di ricelebrare il cult (dallo stesso titolo di John Carpenter), ma copiandolo quasi in toto, senza però nessun guizzo di regia né di trama. Per finire lo spirituale Il Cammino per Santiago, dove Emilio Estevez dirige suo padre Martin Sheen, dove un padre ripercorre la strada verso il santuario di Santiago de Compostola portando con se le ceneri del suo figlio morto.
a cura di Roberto Leggio
Take Shelter
Regia: Jeff Nichols Cast: Micheal Shannon, Jessica Chastain, Shea Whigham, Katy Baker, Ray McKinnon Nazionalità: USA Durata: 121’ Genere: Drammatico Distribuzione: Movies Ispired Giudizio: **1/2
L’uomo che sentiva le nuvole. Curtis, un operaio con una bellissima bambina e una moglie adorata, da qualche tempo è affetto da incubi tremendi: sogna in continuazione una tempesta che si abbatte sulla sua casa mettendo in pericolo la sua famiglia. Ossessionato che possa accadere veramente, l’uomo decide di costruire un rifugio sotterraneo dove difendere quello che gli è più caro. Col passare del tempo però gli incubi si fanno più frequenti e vengono sostituiti da vere e proprie allucinazioni. Non più in grado di divedere la fantasia della realtà, Curtis resta imbrigliato in una spirale di schizofrenia che gli alienerà la mente.
Piccolo film con una trama coinvolgente che attraverso i “terrori” di un uomo nasconde le paranoie di un paese ancora “spaventato” da minacce oscure e senza volto. Il corpo di Curtis incamera la follia sapendosi malato e cerca di combattere affrontando le proprie paranoie con sofferta drammatica accettazione. In questo modo l’evidenza della malattia diventa ancora più tangibile impattando con il pubblico in maniera precisa ed angosciante. Notevole la regia di Jeff Nichols che con pochissime cadute di tono, riesce a tenere alta la tensione fino alla fine; e soprattutto eccezionale Micheal Shannon, sofferente faccia giusta che sviscera tutta la psicologia disturbata di un personaggio in guerra con la propria malattia. Perché nulla è più devastante dei fantasmi della mente, capaci di generare conflitti personali insanabili in famiglia e nella attingente comunità.
La Cosa
Regia: Matthijs van Heijningen Cast: Mary Elizabeth Winstead, Joel Edgerton, Jonathan Walker, Adewale Akinnuoye-Agbaje Nazionalità: USA, Canada Durata: 103’ Genere: Horror, fantascienza Distribuzione: Universal Pictures Giudizio: *
La “Cosa” è la stessa, ma non è la stessa “Cosa”. Una palentologa americana viene chiamata da una squadra di scienziati norvegesi a fare chiarezza su un’astronave aliena e un organismo intrappolati da millenni sotto il ghiaccio antartico. L’entusiasmo si smorza quasi subito quando la “creatura” viene liberata e inizia a prendere la forma di qualsiasi cosa tocchi. Gli umani si troveranno a resistere uno contro l’altro, in quanto ogni di loro potrebbe essere la “Cosa”.
Quando si arriva al prequel del remake, vuol dire che qualcosa non va. Non va per un sacco di motivi: mancanza di idee originali, scarsità di rielaborazione, povertà di intuizioni che potrebbero servire per riscrivere un soggetto che è stato per due volte portato sullo schermo sempre con un riscontro da cult. La Cosa di oggi è quello che accadde prima (trenta anni fa) al remake geniale e paranoico diretto da John Carpenter (che lo trasse da La Cosa di Christian Nyby, ma diretto di fatto da Haward Hawks). Cioè racconta come il parassita duplicato in un husky venga infine raccolto nella basa antartica americana. Prima c’è la scoperta di un’astronave seppellita sotto i ghiacci perenni per centomila anni da una troupe di scienziati norvegesi, che gelosi del ritrovamento prendono a servizio una antropologa americana che diverrà il punto “focale” dell’avventura fantascientifica. La storia la sappiamo: il parassita per un esperimento andato a male si innesterà via via nei corpi di tutti gli umani, finché non fuggirà inseguito da un elicottero che finirà in fiamme nella base americana per ricominciare a duplicarsi. Tutto quello che c’era nel film di Carpenter, qui viene reinterpretato, se non addirittura “copiato”, come nel caso del test per vedere chi sia o meno l’alieno. Ma quello che disturba e che il regista non riesce a ricreare il senso di “paranoia” che era il nocciolo dell’opera carpenteriana. Certo, giocando in difesa, riempie il film di sangue, mostri multiformi (tentacoli, zanne, zampe) e trucchetti per far saltare lo spettatore sulla sedia, tanto per tenere alta l’attenzione. Ma tutto questo non serve e di pauroso non c’è assolutamente nulla in quanto mostrando più del dovuto ottiene l’effetto opposto. Infatti il film uscito in patria nel 2011 è giunto fino a noi dopo vari scivolamenti di distribuzione, per una volta cosciente che un film del genere non potrebbe “generare” alcun profitto.
Il Cammino per Santiago
Regia: Emilio Estevez Cast: Martin Sheen, Emilio Estevez, James Nesbitt, Deborah Kara Unger, Yorick van Wageningen Nazionalità: USA, Spagna Durata: 140’ Genere: Drammatico Distribuzione: 01 Distribution Giudizio:
Un medico statunitense vuol recuperare il corpo del figlio, morto durante una tempesta mentre si stava recando in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, in Spagna. Per capire cosa passasse nella mente del giovane durante quel viaggio, l’uomo decide di affrontare in solitaria il percorso di 800 km che lo separa dal centro spagnolo e portando con sé le ceneri del ragazzo. Durante il cammino, Tom incontrerà altri pellegrini, che colmi di fede lo aiuteranno a riscoprire il vero valore della vita.