L'Intervista

Speciale Fleet Management: Intervista al Presidente di ANIASA

Il settore del noleggio si conferma trainante per il comparto automotive. In un momento di profonda crisi, di vendite in calo e depressione del mercato dell'auto, noleggiare sembra la risposta più immediata ed efficace

Foto Speciale Fleet Management: Intervista al Presidente di ANIASA

Parla Paolo Ghinolfi, Presidente di ANIASA, ’Associazione Nazionale Industria Autonoleggio e Servizi Automobilistici, nonché Amministratore delegato di Arval. ANIASA rappresenta le imprese private che esercitano l’attività di noleggio veicoli senza conducente. Come leggiamo sul sito dell’associazione, attraverso FISE le imprese ANIASA aderiscono a Federturismo e Federtrasporto, organismi facenti capo a Confindustria che riuniscono le maggiori componenti della “filiera turistica” e del settore del trasporto. In ambito europeo, ANIASA aderisce a Leaseurope-Ecatra, che aggrega le analoghe strutture associative di categoria, dando vita ad un esclusivo scambio di dati e informazioni sul mercato.

 

Presidente Ghinolfi, nell’attuale situazione di profonda crisi del mercato dell’auto, il noleggio ha ripreso velocità. Qual è il livello di sviluppo di questo comparto nel nostro Paese?
Dopo una fase di assestamento vissuta durante lo stadio acuto della crisi, a partire dal secondo semestre 2010 il settore del noleggio veicoli, e il lungo termine in particolare, sta recuperando terreno; con la ripresa dell’immissione in flotta di veicoli nuovi, le società di noleggio stanno contribuendo a rendere meno negativo il bilancio complessivo del mercato delle quattro ruote. Nel momento in cui la domanda di auto nuove da parte dei privati scende ai livelli di venti anni fa (per fine 2011 si prevedono quasi 1.800.000 immatricolazioni, ben il 7% in meno rispetto al 2010), il noleggio veicoli si sta confermando come comparto trainante per l’automotive. Rispetto al 2010 in questi primi 6 mesi dell’anno l’incidenza del noleggio sul mercato è aumentata dal 13,7% al 17,7%, ben tre punti percentuali pari a oltre 20.000 veicoli. Di certo un buon segnale per il prosieguo dell’anno. Sulla base anche dei dati in nostro possesso e delle serie storiche degli ultimi anni, stimiamo che il settore possa a fine anno toccare le 280.000 nuove immatricolazioni, segnando un +5% sullo scorso anno.

 

Nonostante questi indici positivi, il mercato dell’auto aziendale italiano, e del noleggio in particolare, è ancora sottodimensionato a causa di un trattamento fiscale fortemente penalizzante, che produce condizioni di minore competitività per le aziende italiane rispetto alle concorrenti europee, le quali sopportano costi inferiori (i trasporti rappresentano il 6-8% dei costi complessivi aziendali) su un bene rilevante quale il parco auto. Su questo quadro già a tinte fosche andrà presto a impattare pesantemente anche la ‘mazzata dell’IPT’ (Imposta Provinciale di Trascrizione, ndr), che comporterà maggiori oneri per tutti gli automobilisti e, in particolare per il nostro settore. Abbiamo stimato maggiori oneri diretti (derivanti da nuove immatricolazioni) e indiretti (da vendita usato) per il settore per oltre 60 milioni di euro.

 

Qual è la proposta che avanzate per garantire più eque condizioni alla mobilità aziendale?
Insieme alle altre Associazioni della filiera dell’auto stiamo dialogando con le Istituzioni, in particolare siamo in contatto con la Commissione per l’Attuazione del Federalismo, per far meglio comprendere le utilità economiche del noleggio, specialmente sotto il profilo della correttezza fiscale. Ferma restando la necessità di procedere nei prossimi mesi anche alla valutazione di un allineamento all’Europa sul fronte della detraibilità Iva (al 100% in Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna e in Italia bloccata al 40%), abbiamo chiesto al Ministero dell’Economia almeno di aggiornare il tetto di costi deducibili per le aziende clienti, fermo al 1997, applicando la rivalutazione Istat.

 

Nell’attuale contesto politico-economico, contrassegnato dalla necessità di tagliare voci di costo, il rischio è di non trovare interlocutori attenti a concedere benefici fiscali, seppur per un riallineamento con il resto dell’Europa.  Consci delle necessità di bilancio, avanziamo una proposta a invarianza di gettito per le Casse dello Stato. Secondo stime del nostro Centro Studi e valutazioni di diversi esperti dell’automotive, la proposta di modifica della deducibilità incentiverebbe un maggior uso delle company car, funzionando da leva fiscale e, spostando le immatricolazioni dal mercato dei privati a quello aziendale, avrebbe il pregio di aumentare la velocità del rinnovo del parco auto circolante. I privati, infatti, cambiano mediamente l’auto ogni 7 anni, mentre le aziende rinnovano il parco mediamente ogni 48 mesi.

 

Da prime analisi dell’Associazione questa accelerazione produrrebbe evidenti benefici non solo in termini di minori emissioni inquinanti e maggiore sicurezza sulle strade, ma specialmente maggiori introiti per l’Erario derivanti dall’aumento delle immatricolazioni di auto aziendali (circa +50mila annue), la cui tassazione ordinaria, peraltro, bilancerebbe ampiamente l’agevolazione fiscale proposta. Ci aspettiamo, quindi, che le Istituzioni valutino attentamente le nostre istanze. Va superato lo stereotipo che associa l’auto aziendale al fenomeno evasione fiscale. Crediamo di aver dimostrato che avviene l’esatto opposto. Con le nostre attività di noleggio a breve e lungo termine contribuiamo concretamente all’emersione di tutti i costi delle prestazioni connesse (manutenzione su tutte) e siamo tra i primi contribuenti dello Stato, producendo un gettito complessivo per l’Erario di 1,5 miliardi di euro l’anno.


Sul fronte della mobilità sostenibile qual è il contributo offerto dell'autonoleggio e quali scenari prefigura?
I temi connessi alla mobilità sostenibile rappresentano da anni elementi guida per l’attività delle aziende di autonoleggio. Basti pensare che il noleggio immatricola ogni anno il 13% del mercato automobilistico (260.000 veicoli), in gran parte già di ultima generazione (Euro 5) e con ogni requisito e dispositivo standard di sicurezza. Oltre a ciò va considerato che anche il mercato dell’usato garantito da noleggio può spingere verso un più veloce rinnovo del parco auto in un’ottica ambientale. Grande utilità in tal senso avrebbero misure di incentivazione per l’acquisto di veicoli usati certificati Euro 4/5 che consentirebbero di ampliare più rapidamente il parco circolante di vetture a minor impatto ambientale.

 

Occorre, a mio avviso, una più moderna e attenta politica legislativa che comprenda come il nostro comparto possa concretamente svolgere una preziosa funzione “ambientale” nell’ambito della mobilità turistica e aziendale e non solo.

 

Le prospettive future molto dipenderanno pertanto anche dal riconoscimento che le istituzioni vorranno dare al noleggio nel promuovere formule di mobilità più sostenibile, prevedendo ad esempio sistemi incentivanti ad hoc per determinate categorie di veicoli ecologici e trattamenti fiscali specifici sempre per queste stesse categorie, al fine di promuoverne la più ampia diffusione.

 

Il tema della penetrazione della formula del noleggio nell’esteso segmento delle piccole/piccolissime aziende è sempre stato di grande rilievo e lo è ancora di più in questa fase. A che punto siamo?
Oggi il noleggio a lungo termine è utilizzato da circa il 90% delle aziende di grandi dimensioni e dal 50-60% delle medie aziende e progressivamente ha ampliato il proprio mercato di riferimento alle PMI e alle partite IVA. Si tratta di un settore, quello delle piccole imprese e dei professionisti, ancora da conquistare pienamente, ma che vede di anno in anno aumentare l’interesse verso l’offerta della formula noleggio. Da parte loro, le aziende del settore stanno puntando sempre di più sulla definizione del “servizio” inteso anche come capacità consulenziale, di progettazione di flotte su misura per clienti anche individuali, tagliato sulle specifiche esigenze e in grado di generare saving economici.

 

- Chi è Paolo Ghinolfi
Paolo Ghinolfi, emiliano, 46 anni, è uno degli uomini guida di Arval fin dalla nascita della società in Italia. Cresciuto professionalmente nel settore del Noleggio a Lungo Termine, nel 1995 passa ad Arval Italia nel ruolo di Direttore Commerciale. Con il nuovo millennio arriva la sua nomina a Vice Direttore Generale, quindi nel 2001 diventa Direttore Generale.  Nel 2003 Paolo Ghinolfi è nominato Vice Presidente Aniasa, mentre il 2004 è l’anno che vede la sua nomina ad Amministratore Delegato di Arval Italia.  Sotto la sua guida l'azienda crescerà negli anni in modo esponenziale fino ad arrivare agli oltre 134.000 veicoli gestiti ad oggi.  Nel 2008 Paolo Ghinolfi è riconfermato Vice Presidente di Aniasa, con delega all’Ambiente. Dal 1° gennaio 2011 è Presidente dell’Associazione.

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